Cos’è il Minimalismo?

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By @cianogrigio

Tutto è iniziato per caso, senza che avessi in mente definizioni o uno scopo preciso.
Io sono una di quella persone che si sente costantemente divisa in due, in un guerra fra opposti, dove combattono alla ricerca di equilibrio, materialismo e spiritualità, ordine e caos o natura e progresso, solo per citarne alcuni.
Nonostante questo, con il passare del tempo, sento di essere meno confuso e “capisco sempre di più”, cosa scegliere per me.

Cos’è il Minimalismo?

E’ una corrente di pensiero, che si basa sul dare assoluta priorità all’essenziale, nella propria scala dei valori.

La parola essenziale, possiamo tradurla come “minimo necessario”, ed è in questa definizione che trovano posto, diverse forme e modi di vivere e vedere il Minimalismo.

Se applichiamo questa logica, a qualsiasi oggetto che abbia una sola funzione pratica, la definizione di essenziale diventa oggettiva.
Perché solo un oggetto creato con lo scopo di soddisfare nella maniera più semplice e diretta, il bisogno per il quale è stato creato, potrà definirsi Minimalista.

(Divagazioni filosofiche in arrivo, siete stati avvisati.)
Già applicando questo discorso ad oggetti come un automobile, si aprono mille domande;
-il “minimo necessario” o quello che tu ritieni essenziale, quando compri una macchina, è solamente, che ti porti da un punto A ad un punto B? O deve anche, ad esempio scaldarti o trasportare con te un certo numero di cose?
Se un auto venisse creata, piena di accessori apparentemente superflui, ma che hanno lo scopo preciso, di far sentire più giovane chi la guida, potremmo definirla comunque Minimalista?
La maniera più semplice e diretta di svolgere un attività con un oggetto o di suscitare un emozione, non cambia in base alle abilità o alle caratteristiche del soggetto che andrà a fruirne?
La cosa diventa molto più complicata se immaginate di voler vedere l’arte o il gusto estetico, sotto quest’ottica.
Potrei dirti che l’arte non trova posto nel Minimalismo, perché non ha nessuna utilità pratica apparente.Esattamente come potrei dirti, che qualsiasi opera che venga concepita con il solo scopo di fare arte, è Minimalista, perché creata per svolgere nella maniera più semplice e diretta, il fine per il quale è stata creata.
Insomma, potremmo scriverci un libro ma non mi sembra il momento.

Christopher McCandless nella ricerca estrema dell’essenziale. Tratto dal film “Into the wild”.

Quando ho scoperto la parola Minimalismo e cosa rappresentava, pensavo che fosse tutto molto bello, ma solo in teoria.
Mi domandavo nella pratica, come si potesse scegliere fra; una semplice fetta di pane calda con olio, sale e pomodoro e la complessità che si cela dietro un piatto stellato, studiato nei minimi particolari.La bellezza ed i dettagli in un opera di Michelangelo o la semplicità con la quale Walter Elias Disney, è riuscito a tradurre l’anatomia, i luoghi e le emozioni.
La purezza, l’eleganza e la sincerità di un bambino o il gesto sporco, confuso e sfrontato, di un ribelle che spera di cambiare il mondo.E’ giusto ridurre tutto al minimo o certe cose sono complesse nella loro natura?
Premettendo che, la risposta a certe domande, cambia a seconda del punto di vista dal quale la guardi e dal contesto nella quale la inserisci.

Io ho trovato la soluzione, nel mio personale modo di vedere il Minimalismo, in cui l’essenziale per me, si trasforma nel “minimo necessario” per essere felici.

Ricerca nelle forme e nella semplicità, di un estetica minimalista.

Vedo nel Minimalismo, un modo per cercare quello che ci rende completi davvero, rifiutando tutti quei meccanismi, che per interesse di terzi, cercano di farti credere di avere bisogni e necessità che non hai e che inconsapevolmente, sono di ostacolo alla tua felicità.
Un modo per star lontano da chi, dopo aver creato un problema, vuole venderti la soluzione.

La natura è l’esempio perfetto, di come maestosa bellezza e funzioni utili e pratiche, possano fondersi e convivere, nella più grande opera d’arte esistente, la vita.

La cosa più interessante forse, del Minimalismo applicato alla mia persona, è come riesca a tenere a bada il mio nemico più grande nella quotidianità, me stesso.
Bellissima la casa in stile americano, piena di oggetti di colori diversi correlati fra loro, ma se per viverci dovrò passare 5 ore al giorno a spolverare ogni dettaglio e ho bisogno di uno spazio che mi rilassi in cui pensare, forse potrei pentirmene ed è meglio guardare al lato pratico delle cose no?Avere un armadio pieno di vestiti, comprati con ore di lavoro, per ritrovarmi a mettermi sempre le stesse quattro cose, mi rende davvero appagato?

Il Minimalismo di chi ha scelto di vivere in un van, dove c’è letteralmente posto, solo per l’essenziale.

Penso che il superfluo, sia parte fondamentale, nella ricerca di un equilibrio che ci renda felici, ma guardo al quotidiano in un ottica minimalista, cercando di non cedere all’estetica o dall’immaginario accattivante di un qualcosa, che non mi è utile o che potrebbe perfino farmi perdere il mio bene più prezioso, il tempo.
Questo mi aiuta, a rivedere i miei valori e le miei priorità, in una società che cerca di confonderci.

 

 

 

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