Peeta rientra indubbiamente nella categoria di Writers artisti, conosciuto a livello internazionale grazie alle sue opere 3D fotorealistiche.

Ogni qualvolta si parla di Writing, mi stupisce ancora la confusione che c’è attorno a questo movimento dopo anni dalla sua nascita.
I graffiti sono arte o sono solo vandalismo?
Non starò qua a dilungarmi, perché ci sarebbe perlomeno da scriverci un articolo dedicato solo a questo argomento.

Ci tengo però ad evidenziare due punti per me fondamentali che spero possano chiarirvi qualsiasi dubbio;

1-La traduzione di “Writing” in “graffiti” è sbagliata o se non altro forviante, writing in italiano letteralmente si traduce con scrivere e questo mi porta al secondo punto.
2-Vedere il writing o valutarlo secondo i parametri della pittura, della figurazione o all’astrattismo è cosa da non fare, essendo questo un movimento con altri paramenti di valutazione.
I writers sono in realtà molto più simili a tipografi o calligrafi, lo studio e la progettazione delle lettere è alla base di questo movimento, dove chiaramente ha una sua importanza anche la composizione e le scelta cromatica ma dove l’essenza rimane l’evoluzione del lettering.

Fatte le giuste premesse, i graffiti sono arte? I tipografi sono artisti? Lo shodo/calligrafia giapponese è arte?
Ovviamente la risposta è; può essere arte.
Il writing è un movimento artistico come tante altri, può non arrivare o arrivare ad essere arte a seconda dall’opera che viene realizzata , come in ogni altra espressione artistica.

Peeta rientra indubbiamente nella categoria di writers che fa arte, famoso nel mondo dei graffiti e non solo a livello internazionale per i suoi lavori 3D foto realistici.
Inizia la sua formazione artistica negli anni 90 facendo i primi graffiti ispirato dalla scena tedesca e da writers come Daim, Delta o Loomit che già realizzavano lettere tridimensionali.
Scopre così l’amore per le forme ed i volumi, su cui baserà la sua opera e che lo porterà a studiare prima scultura e poi design industriale.

La ricerca dell’armonia nelle sue composizioni lo sta spiengendo nel tempo ad abbandonare il solo studio delle lettere, per esplorare forme geometriche ed elementi che sfociano nell’astratto.

Il dinamismo nelle forme, forse ispirate dalle sculture in vetro tipiche di Venezia, ed un estetica a tratti pittorica accompagnano ogni suo lavoro.

Le sue opere sembrano prendere vita ed uscire dalle pareti, dandoti la sensazione di poter essere toccate e di fluttuare sospese nel vuoto, adattandosi perfettamente al contesto urbano o al supporto su cui vengono realizzate.

Per guardare altri suoi lavori:
http://www.peeta.net/







COMMENTA

Please enter your comment!
Please enter your name here