Prima di leggere, è giusto che tu sappia, che nell’articolo tratto l’argomento “Dislessia” come una qualsiasi persona che ne è affetta e ha cercato d’informarsi. Non ho nessuna competenza in psicologia, pertanto, valuta ogni affermazione o ragionamento, come mie opinioni personali.

Immagina di avere difficoltà a concentrarti per più di 30 minuti, di essere un bambino iperattivo e costantemente irrequieto, di trovarti spaesato nel memorizzare una sequenza di numeri, che spesso ricordi invertita o capovolta, di essere guardato come se fossi stupido, quando per validare una tua opinione, fai esempi o metafore, che non sembrano legare fra loro o avere un filo conduttore per chi ti ascolta.
Nessuno ti spiega cosa ti sta succedendo, sai solo di essere diverso e ne hai la conferma dagli altri, che non capendoti spesso ti allontanano.
Immagina i problemi e le difficoltà che ogni adolescente deve affrontare, i contrasti in famiglia e in alcuni casi, un padre e una madre che spesso non ci sono, e che quando compaiono, fanno più danni che altro.
Ed in fine, immagina di essere catapultato in un sistema scolastico, che non vedendo il problema se ne lava le mani, traducendo tutto questo in “poca voglia”, “famiglia assente” o peggio ancora “stupidità”.

Con queste premesse ti chiedo di domandarti..
CHE PERSONA PENSI SARESTI DIVENTATA?
COME TI SARESTI TROVATO NEL MONDO DEL LAVORO?
COME SAREBBERO STATI I TUOI RAPPORTI CON GLI ALTRI?

Opera dello street artist Blu.

Quello che vi ho chiesto di immaginare, è stata la mia reale esperienza, e ho deciso di parlarne perché penso, che sopratutto ad oggi, in un mondo social, pieno di distrazioni e input esterni, “il problema” debba essere affrontato e riconosciuto, in modo da aiutare e far sapere a chi ne soffre, che non è stupido ne strano.

Dire che la Dislessia partorisce emarginati forse è sbagliato, sarebbe più giusto dire che siamo in una “società ignorante, che emargina i dislessici”.
Dico questo, perchè se andiamo a capire bene, che cos’è la Dislessia, ci accorgiamo di come in realtà, “non sia realmente un problema”.

Durante il periodo scolastico in cui si imparavano le tabelline, la maestra domando a voce alta “quanto fa 7×7”,ed io che ci aveva messo più tempo degli altri ad impararla, risposi per primo “fa 49”.La maestra, che stupita della mia risposta, pensava me lo avessero suggerito, mi chiese di scrivere alla lavagna, il ragionamento che avevo fatto per arrivare alla soluzione.Ricordo perfettamente la sua faccia incredula e quella dei miei compagni, quando alla lavagna scrissi:
“ricordando che 7×10=70 e che 7×3=21, ho calcolato 70-21=49”

Anche il modo in cui scrivevo i numeri era strano e il tutto si concluse con una risatina dei compagni in sottofondo e la maestra contrariata per il mio ragionamento “sbagliato” e contorto, nonostante la risposta fosse corretta.

La mia maestra quando ero piccolo (scherzo)!

Questo mio ricordo, rende bene l’idea, di cosa possa succedere generalmente nella testa di un dislessico, nella quale, il percorso più ovvio per arrivare ad una soluzione o memorizzare un informazione, è diverso dal restante delle persone.
Le persone dislessiche, affrontano i problemi in maniera diversa, fanno associazioni di idee spesso originali ed improbabili e memorizzano meglio le informazioni attraverso stimoli non convenzionali. Ed è per questo, che in una società che tratta tutti allo stesso modo e che impone un percorso di apprendimento standard per tutti, chi è dislessico si sente spesso inadatto.

Ma come dicevo prima, la dislessia non è reale problema, sarebbe un problema se tu non fossi in grado di apprendere, ma non è così.

Citando Albert Einstein “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.”

NemO’s + Nulo // Street Art nel porto di Civitanova Marche
Si tratta solo di capire in quale modo, il tuo cervello apprende e quale sia il percorso più adatto a te. Detto così sembra semplice, ma vi assicuro che non lo è.

Voglio consigliarti di non arrenderti, anche se alle volte ti ritroverai solo, giudicato male ma sopratutto non capito e imparare a relazionarti con gli altri sarà difficile.Continua a cercare il tuo percorso, sogna e costruisciti una realtà in cui le tue qualità siano utili e riconosciute, e non ascoltare chi con mente ristretta, vuole ingabbiarti in un modo di fare o ragionare che non ti appartiene.Quello che può succedere, quando un dislessico trova la sua strada, lo potete vedere nella tabella sottostante.

Voglio concludere dicendo che, quando ero piccolo io, il problema veniva del tutto ignorato, adesso per lo meno, dopo un iter dispendioso e lungo, si può ottenere un aiuto a scuola, nel caso in cui ti venisse diagnosticata la DSA (Disturbi specifici dell’apprendimento).
Che sia tu a soffrine o che tu conosca una persona a te cara che ne soffre, ti invito ad informarti e ad affrontare il problema con serenità.

Maggiori informazioni sull’argomento:

https://www.disabili.com/scuola-a-istruzione/speciali-scuola-a-istruzione/dsa-distrurbi-specifici-dellapprendimento
https://www.aiditalia.org/it/la-dislessia

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